youtube_logoYoutube non è un sito per tutti i computer: quelli più datati soffrono un pò il caricamento di tutti quei video belli grossi, figuriamoci se poi sono in alta definizione. Il problema alla base non è però il sito stesso, bensì la tecnologia utilizzata per la visione dei contenuti: flash.
Negli ultimi mesi è stata rilasciata la nuova versione di HTML, ormai la 5°. HTML è il codice che sta alla base di ogni sito e con questa nuova versione viene implementata la possibilità di fruire dei video senza doversi appoggiare a software di terzi, come flash appunto.
Questo cosa significa?
Questo significa che la visione di un filmato su youtube, con questa nuova tecnologia, avverrà con molti meno problemi per il computer che non avrà così necessità dello psicologo ogni qual volta volete navigarci.
Per usufruire di tale leggerezza è necessario aderire manualmente a questa versione e utilizzare un browser di ultima generazione che supporti html5 e i video caricati con tale tecnologia: Google Chrome, Safari o Internet Explorer con installato il discutibilissimo Chrome Frame.

Per aderire manualmente alla versione HTML5 beta di Youtube è necessario fare click qui, dopodichè se non avete installato Google Chrome, lo potete trovare a questo indirizzo disponibile anche per Windows 7 Seven.

Mettendo a confronto le due versioni effettivamente si nota una leggerezza del sito e nel caricamento dei video, notevole.

Come avrete notato, nei browser di ultima generazione citati manca Mozilla Firefox: questo perchè ha deciso di aderire, attualmente, a un’altra tecnologia per il caricamento dei video sul web: Ogg
Quindi rimane fuori dai giochi anche se per poco perchè, il supporto a HTML5 non è stato inserito in Firefox 3.6, ma sembra lo vogliano applicare nelle prossime release.

Micamale la mossa di Youtube (quindi Google), per accapparrarsi una bella fetta di mercato sui browser.
E’ notizia recente la dichiarazione di Aza Dotzler (un pezzo grosso di Mozilla) verso il suo più grosso finanziatore, per l’appunto, Google: “Bing è meglio di Google” e non vorrei che quello che accade oggi sia il risultato di qualche parola di troppo.